lunedì, 13 settembre 2010
BICEFALO = Vuoto o con il cervello? E... il cuore?
TALQUALI
Pronte politiche
peggiori. Con o senza Berlusconi.
Si sta lavorando in Italia per una destra senza Berlusconi.
Non mi riferisco a Fini, e nemmeno a Rutelli. Segnalo alcuni fatti. Tremonti
occupa le prime tre pagine di Repubblica per discettare di modello europeo, di
patto sociale, di apertura all’opposizione. Il Sole 24 Ore pubblica in prima
pagina una lunga intervista a Padoa Schioppa, che sostiene l’opinabile tesi che
le politiche di Tremonti sono le stesse di Prodi, e il giorno dopo dedica due
pagine a opinionisti e politici che con vari toni confermano in termini
elogiativi questa tesi. La presidente di Confindustria a Cernobbio per la prima
volta critica le politiche non abbastanza “riformiste” del governo. Di fronte all’evidente crisi politica dell’attuale
maggioranza, si lavora per un nuovo governo di destra, possibilmente in questa
legislatura, ancora meglio con il concorso della “opposizione responsabile”:
l’Udc e persino il Pd. Quale è il programma? Il modello Germania, il patto
sociale… cerchiamo di capire di che si tratta. Nell’intervista di Tremonti,
accanto alle consuete arguzie intellettuali, c’è un grande vuoto e un grande
pieno. Il grande vuoto è l’occupazione. Dal dibattito il dramma della
disoccupazione crescente scompare. Il problema è solo la produttività, la
competitività, la necessità che i lavoratori se ne facciano carico. Il pieno è
l’art. 41 della Costituzione. Ancora una volta, si propone di cambiare la norma
costituzionale che prevede i limiti dell’utilità sociale e dei diritti della
persona e dei lavoratori alla iniziativa economica privata. In altri termini,
si vuole un cambiamento della Carta fondamentale che la trasformi in manifesto
del liberismo.
Si parla del modello Germania. Certamente le politiche del
governo tedesco non sono quelle che farebbe chi vuole uscire a sinistra dalla
crisi. E tuttavia sono molto diverse da quelle del governo italiano e da quelle
propugnate da Tremonti e soci. In Germania i sindacati partecipano, attraverso
i consigli di sorveglianza, alla vita aziendale. Bombassei, Presidente di
Federmeccanica, dice che ciò sarebbe inconcepibile, perché “i sindacati non ci
mettono i soldini”. Il governo Merkel ha deciso di investire 10 miliardi di
euro in formazione, ricerca e sviluppo: proprio laddove più pesanti sono i
tagli del governo Berlusconi. I salari dei lavoratori tedeschi sono il doppio
di quelli italiani. Per le crisi aziendali si interviene con la riduzione
concordata dell’orario di lavoro, sussidiata dallo Stato, e senza licenziare
nessuno.
In Italia si propone la politica opposta: incentivare lo
straordinario sino ai limiti delle condizioni lavorative descritte in “Tempi
Moderni” di Charlie Chaplin, e per il resto precariato, licenziamenti, cassa
integrazione a 700 euro al mese. A nessuno viene in mente in Germania di
vietare gli scioperi e tanto meno di cambiare la Costituzione, che contiene
clausole sociali molto simili a quella della Costituzione italiana. Insomma in
Germania la destra politica ed economica non va all’assalto, come fa quella
italiana, di quel che rimane dell’economia sociale di mercato.
Detto questo, è anche chiaro cosa si intende per patto
sociale: i sindacati (e magari anche la “opposizione responsabile”) dovrebbero
dirsi d’accordo con tutto questo; altrimenti peggio per loro, le industrie
vadano in Serbia o in Cina (dove peraltro, come si è visto, gli scioperi non
sono vietati). Il quadro che le oligarchie italiane stanno preparando è
quindi quello di politiche ancora più regressive rispetto a quelle fin qui
praticate dal governo. Le faccia Berlusconi, se vuole restare al potere; oppure
ci penserà qualcun altro, magari lo stesso Tremonti.
Sempre più chiaro è che occorre reagire, e predisporre
un’alternativa a tutto questo. Per questo la Federazione della Sinistra dice:
lavoriamo per dare all’Italia una forza politica della sinistra che delinei con
chiarezza e operi per l’alternativa al sistema dominante; e al tempo steso collaboriamo
alla costruzione all’alleanza democratica e costituzionale di cui hanno parlato
Bersani e Franceschini. Infatti l’attacco alla Costituzione si delinea come un
attacco alla possibilità stessa di una politica di alternativa.
Oggi l’attacco è rivolto all’idea stessa di una Repubblica
democratica fondata sul lavoro. Difendere la Costituzione, difendere la
democrazia, difendere i diritti dei lavoratori sono oggi la stessa cosa. Per
questo la mobilitazione della FIOM è anche la nostra, è e deve essere quella di
tutti coloro che vogliono un’Italia più giusta.
I N D O V I N A L' I N D O V I N E L L O:
I N C H E A N N O E D I C H I E'
Q U E S T O S C R I T T O?
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I FLAUTI DI PIERO
Immortalate canne di Bambù
viventi suoni dal vento umano
dondolanti ai ritmi arcani
squarci di orizzonti panoramici
profumi di nature e fiori.
Sognanti uditi melodiosi
rinascimentali passi danzanti
boccoli di capelli donzelli
arti che muovon leggiadre
arie musicali dei nostri tempi.
Speranze mutanti nell’ère
generazionali drammi e gioie
affratellanze caleidoscopiche
educate all’arte del costruire
strumenti di pace per la pace.
-Renzo Mazzetti-
NELLA POLITICA DI MASSA DIRE LA VERITA’
E’ UNA NECESSITA’ POLITICA. -Antonio Gramsci-
OCCHIO E TEMPO AIUTANO LA VERITA’;
FRETTA E DUBBIEZZA AIUTANO IL FALSO.
-S E N E C A-
VIVRAI DOMANI ?
VIVERE OGGI E’ GIA’ TARDI:
IL VERO SAGGIO E’ VISSUTO IERI.
-M A R Z I A L E-
IL FUTURO
IL FUTURO SI NUTRE DEL PASSATO
E DIVIENE PRESENTE. -Renzomazzetti-
[ CERCA: PER LA PACE ]
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