ACQUE MORTE Bis
sabato, 14 agosto 2010
ACQUE MORTE Bis
Caro ed ottimo Engels. Abbiamo avuto in Italia, e specie a Roma e a Napoli, un notevole caso di anarchia spontanea. Le dimostrazioni patriottiche contro la Francia e i vari Consolati di Francia, tollerate, aiutate, stimolate dal Governo, han finito per destare gl’ istinti rivoluzionari del popolo. A Roma, al terzo giorno delle patriottiche dimostrazioni, i socialisti e i repubblicani si fecero padroni del Trastevere; col metodo medioevale, occupando il Ponte Sisto, costruirono tre regolari barricate, e si difesero contro le truppe per quattro ore. C’è fermento da per tutto. Ma a Napoli c’è stato di peggio. Al quarto giorno la polizia voleva reprimere con la violenza il soverchio ardore del popolo. Ne sono nati dei terribili stassen kampfe tra plebe e polizia, durati tre giorni. Donne, fanciulli, ragazzi si sono battuti con coraggio sorprendente. Moltissimi i feriti; parecchi i morti. Per tre giorni chiuse le case, le botteghe, i caffè, le farmacie. Sospese le comunicazioni; bruciati col petrolio gli omnibus, i tram, le carrozze; devastati i giardini pubblici; minacciate le ferrovie, le condutture d’acqua e di gas; tentate in più punti le barricate. Il punto culminante fu giovedì (24) dalle ore 10 antimeridiane alle 4 pomeridiane che per chilometri e chilometri fu portato in giro il cadavere di un ragazzo ucciso dalla polizia. Era la rivoluzione! La polizia dovette cedere, si nascose, e non più ricomparsa. Ora c’è lo stato d’assedio. Quindici reggimenti sono regolarmente accampati per le piazze con molta artiglieria e cavalleria. Nel passaggio dei poteri dalla polizia ai militari furono ore terribili. Distrutto un gran numero di fanali a gas, parecchi quartieri rimasero all’oscuro dal 24 al 25. Finora duemila arrestati. Nessuna di queste cose può essere giunta esattamente all’estero. Furono sequestrati, alterati tutti i telegrammi. Gli stessi giornali locali mal preparati a simili casi, hanno avuto pessima cronaca. Furono ieri arrestati molti socialisti. Si vuol far credere che la sommossa istintiva, disordinata, senza scopo, sia opera dei socialisti e dei repubblicani. I socialisti avevano pubblicato un calmo e teorico manifesto. Vostro Antonio Labriola Napoli, 27 agosto 1893.
I FATTI DI AIGUES-MORTES
Il conflitto tra operai francesi e operai italiani, che avevano accettato di lavorare con un salario di concorrenza, nelle saline di Aigues-Mortes, sono, ordinariamente, degnati di poche righe. Ma il fatto, invece, ha grande significato e conseguenze, tant’è vero che il triste episodio mette in luce i retroscena nazionalistici del tempo, la consueta sinistra influenza del papato nelle cose d’Italia, l’incapacità politica della borghesia conservatrice come classe dirigente; e, nel tempo stesso, di approfondire le cause e gli aspetti dei conflitti operai in campo internazionale e di trarne gli opportuni insegnamenti. A Aigues-Mortes = Acque morte la popolazione molto povera viveva di pesca e del lavoro nelle saline gestite da esosi speculatori, i quali imponevano i più bassi salari e, per ottenerli più bassi e più strozzineschi ancora, pensarono di profittare delle condizioni di disoccupazione e di estrema miseria in cui versava la classe operaia italiana ( il 1893 anno della fame, quello dei “ Fasci siciliani ) e fecero venire dall’Italia più di quattrocento operai, spinti dalla fame al crumiraggio. Gli operai francesi affamati arrivarono ai peggiori eccessi contro gli operai italiani che, più affamati ancora, venivano a togliere alle loro famiglie l’ultimo pezzo pezzo di pane. Trenta operai italiani furono uccisi e cento feriti. Leone XIII – scrisse Benedetto Croce – invelenì quanto più potè, assistito dal suo segretario di Stato Rampolla, l’ostilità e l’odio francese contro l’Italia.
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