UGUAGLIANZA !

mercoledì, 18 novembre 2009

UGUAGLIANZA !

L’ uguaglianza è un’aspirazione antica quanto la Terra; parlarne nella crisi economica , potrebbe sembrare al tempo stesso rito e utopia ma si pone subito una duplice domanda: c’è bisogno di uguaglianza nella società d’ oggi e di quale uguaglianza? E poi: che relazione ha ciò, al di là dei bisogni, di classe o di gruppo, con il superamento della crisi, con esigenze più latamente nazionali? Riflettendo sull’ uguaglianza: se nel filone del pensiero liberale uguaglianza dei cittadini era loro uguaglianza di fronte alla legge, salvo poi lasciare intatte tutte le disuguaglianze sociali e le non libertà con esse collegate; nella nostra Costituzione, nell’ articolo tre viene espressa una linea profondamente innovatrice: lo Stato non deve limitarsi ad affermare la uguaglianza di fronte alle leggi, ma rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione politica economica e sociale del Paese. Questa è una impostazione innovatrice che collega strettamente libertà e uguaglianza, perciò è evidente che l’uguaglianza è condizione di libertà. Mai come oggi, alla luce delle polemiche sulla giustizia, il problema dell’ uguaglianza si ripropone con una sua drammatica urgenza; e che mai come oggi esso è stato condizione non dell’appagamento di talune esigenze, ma problema universale, questione strettamente connessa al futuro del Paese e della sua democrazia.


AI COMPAGNI D’ ITALIA
Milano vi manda il suo cuore,
il vento delle pianure
le sue nevi
bianche di tanti morti, di tante case,
il lungo inverno in cui attese
l’ ora e l’ urlo della riscossa.
Vi manda la sua bandiera rossa,
il cielo d’ aprile,
le fabbriche difese ad una ad una
la gioia che l’ invase
d’ esser viva e libera nel mondo.
Milano vi manda il suo cuore,
compagni.
E batte sull’ Europa, questo cuore,
batte sull’ Italia: sveglia i morti,
sveglia i vivi nel cielo d’ aprile.
- Alfonso Gatto -

Vedi: SESSANTOTTO E DINTORNI


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