CENA
venerdì, 4 settembre 2009
CENA
Andate a cena alla corte del potente:
potrete parlare di quel che volete,
ma nel giornale non scrivete!
UNA CENA ( Marziale – Epigrammi – )
I sacerdoti annunzian l’ora ottava
della giovenca egizia;
una coorte fa il cambio della guardia.
Tempera quest’ora
le acque del bagno troppo calde,
esala invece quella precedente
troppi vapori,
la sesta nelle terme di Nerone
offre dei bagni troppo caldi.
Stella, Nepote, Canio e Ceriale
e anche tu, Flacco, ce n’andiamo?
La mia tavola semicircolare
ha posto per sette, siamo sei,
ci aggiungeremo Lupo.
La contadina mi ha portato malve,
che il ventre faranno alleggerire,
e verdure varie del mio orto.
Fra queste è la lattuga a cesto largo
e un porro da tagliare,
non manca la menta ruttatrice,
né la ruchetta che eccita all’amore.
Uova affettate
incorniceranno sgombri
adagiati sulla ruta
e vi saranno mammelle di scrofa
cosparse di salamoia di tonno.
Questo per antipasto. Sulla mensa
avrete solo un’unica pietanza:
un capretto strappato dalla bocca
di un lupo disumano,
costolette, che non han bisogno
d’un maestro di mensa per tagliarle,
e quelle fave che mangian gli artigiani
e freschi broccoletti.
Avrete inoltre un pollo e del prosciutto,
avanzo di tre cene precedenti.
Quando sarete sazi,
frutta matura avrete a piacimento
ed un limpido vino
di una bottiglia di Nomento,
invecchiato sino al sesto anno
sotto il consolato di Frontino.
Si aggiungeranno scherzi senza fiele,
franche parole che all’indomani
non vi faran temere o che vorreste
aver taciute.
I miei convitati parleranno
a loro agio dei Verdi e degli Azzurri,
né i bicchieri ch’io farò riempire
vi faranno finire in tribunale.
potrete parlare di quel che volete,
ma nel giornale non scrivete!
UNA CENA ( Marziale – Epigrammi – )
I sacerdoti annunzian l’ora ottava
della giovenca egizia;
una coorte fa il cambio della guardia.
Tempera quest’ora
le acque del bagno troppo calde,
esala invece quella precedente
troppi vapori,
la sesta nelle terme di Nerone
offre dei bagni troppo caldi.
Stella, Nepote, Canio e Ceriale
e anche tu, Flacco, ce n’andiamo?
La mia tavola semicircolare
ha posto per sette, siamo sei,
ci aggiungeremo Lupo.
La contadina mi ha portato malve,
che il ventre faranno alleggerire,
e verdure varie del mio orto.
Fra queste è la lattuga a cesto largo
e un porro da tagliare,
non manca la menta ruttatrice,
né la ruchetta che eccita all’amore.
Uova affettate
incorniceranno sgombri
adagiati sulla ruta
e vi saranno mammelle di scrofa
cosparse di salamoia di tonno.
Questo per antipasto. Sulla mensa
avrete solo un’unica pietanza:
un capretto strappato dalla bocca
di un lupo disumano,
costolette, che non han bisogno
d’un maestro di mensa per tagliarle,
e quelle fave che mangian gli artigiani
e freschi broccoletti.
Avrete inoltre un pollo e del prosciutto,
avanzo di tre cene precedenti.
Quando sarete sazi,
frutta matura avrete a piacimento
ed un limpido vino
di una bottiglia di Nomento,
invecchiato sino al sesto anno
sotto il consolato di Frontino.
Si aggiungeranno scherzi senza fiele,
franche parole che all’indomani
non vi faran temere o che vorreste
aver taciute.
I miei convitati parleranno
a loro agio dei Verdi e degli Azzurri,
né i bicchieri ch’io farò riempire
vi faranno finire in tribunale.
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