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CARA ADORATA LUISETTA

giovedì, 20 maggio 2010 CARA ADORATA LUISETTA Le cose che vorrei dirti sono tante che non so da dove cominciare; nella mia testa vi è una ridda di pensieri, che potrei esprimermi bene solo a voce pur essendo calmo; cercherò di coordinare, per esprimerti esattamente tutto ciò che penso e il mio vero stato d’animo in questo momento. Sono calmo, estremamente calmo; non avrei creduto che si potesse guardare la morte con tanta calma; non indifferenza, ché anzi mi dispiace molto di morire; ma, ripeto, sono tranquillo e calmo per una semplice ragione che tu comprendi; sono tranquillo perché ho la coscienza pulita; ciò è piuttosto banale, perché ha la coscienza pulita anche colui che non ha fatto del male; ma io non solo non ho fatto del male, ma durante la mia breve vita ho coscienza di aver fatto del bene, fatto del bene non solo nella forma ristretta di aiutare il prossimo ma dando tutto me stesso, tutte le mie forze benché modeste, lottando senza tregua per la Grande e Santa Causa dell...

CADDE IN UN FOSSO

  mercoledì, 19 maggio 2010 CADDE IN UN FOSSO Talete, mentre passeggiava, cadde in un fosso, tanto era assorto. Oh, Talete! Quanto sarebbe meglio che tu pensassi di meno, ma facessi attenzione a dove metti i piedi! Talete era un antico amico della sapienza. Ma quante persone sono filosofe? Quante si comportano e seguono delle regole, con certe convinzioni, con proprie concezioni della vita? Praticamente tutte le persone consapevoli o no. Molte sono le opinioni contraddittorie anche sugli stessi avvenimenti [dalle contraddizioni il frutto di nuove verità]: raccomanda ai figli dei comportamenti differenti da come veramente vive, si dichiara cattolico, dice di agire per la pace invece fa la guerra, offende continuamente le proprie convinzioni. Non sempre la contraddizione è in mala fede, invece, è mancanza di consapevolezza. Ed ecco che, tra il dire e il fare, tra il pensare e il non pensare, si cade nel fosso. Per non cadere nel fosso occorre l’onestà della coerenza; essere così ...

RICETTA PER DIVENTARE MILIONARI

  martedì, 18 maggio 2010 RICETTA PER DIVENTARE MILIONARI Io frequento moltissimo i milionari. Mi sono molto simpatici. Mi piacciono i loro visi; mi piace il loro sistema di vita; mi piacciono perfino le cose che mangiano. Mi piace specialmente il loro modo di vestirsi; i loro calzoni a scacchettini bianchi e neri, i loro panciotti bianchi, le loro pesanti catene d’oro e l’anello con le iniziali che serve per firmare gli assegni. Come sono belli! Prendetene sei e metteteli a sedere insieme, in un circolo: avete mai visto uno spettacolo più interessante? Se hanno addosso il più piccolo granellino di polvere, c’è subito un tipo che viene a spazzolarli. Non solo, lo fa con entusiasmo. Perfino io li spazzolerei volentieri. Più ancora delle cose che mangiano, mi piace la loro prontezza di ingegno. E’ semplicemente meravigliosa. Guardateli leggere per esempio. Non fanno che leggere, questi milionari. Entrate in un circolo, a qualsiasi ora, e ne troverete almeno quattro immersi nella ...

DALLA NECESSITA’ ALLA LIBERTA’

  lunedì, 17 maggio 2010 DALLA NECESSITA’ ALLA LIBERTA’ Gli uomini fanno da sé la propria storia, ma sino ad ora non con una volontà collettiva, secondo un piano d’insieme… Quando all’anarchia che domina nella produzione sociale succederà la organizzazione cosciente, la lotta per l’esistenza individuale cesserà. In questo modo soltanto, l’uomo si distaccherà, in certo senso, dal mondo animale in modo definitivo e passerà dalle condizioni dell’esistenza animale a condizioni di esistenza umana… Gli uomini diventeranno così i veri padroni della natura perché saranno padroni nella loro società. Le leggi della attività sociale, che si tenevano al di fuori di loro come leggi estranee, saranno applicate e dominate dagli uomini con piena cognizione di causa… E’ il salto del genere umano dalla necessità alla libertà.   INDOVINA L’ INDOVINELLO:   CHI HA SCRITTO   QUESTA RIFLESSIONE? ??????????????????????????????????????????????????   [CERCA: IL BENE E I...

ATTUALITA’

domenica, 16 maggio 2010 ATTUALITA’ la città del soleLe Utopie sono una manifestazione, la sola possibile e in certe forme, dello spirito moderno essenzialmente contrario alla Controriforma. Le Utopie sono dovute a singoli intellettuali, che formalmente si riattaccano al razionalismo socratico della Repubblica di Platone e che sostanzialmente riflettono, molto deformate, le condizioni di instabilità e di ribellione latente delle grandi masse popolari dell’epoca; sono, in fondo, manifesti politici di intellettuali, che vogliono raggiungere l’Ottimo Stato. I singoli intellettuali tentarono di trovare, attraverso le Utopie, una soluzione di una serie dei problemi vitali degli umili, cioè cercarono il nesso tra intellettuali e popolo; essi sono da ritenere pertanto i primi precursori storici dei giacobini e della Rivoluzione francese, cioè dell’evento che pose fine alla Controriforma; così Antonio Gramsci aiuta nello studio. Il De Sanctis: Notabile è soprattutto l’interesse che prende ...

QUIA

  sabato, 15 maggio 2010 QUIA State contente umane genti al quia. Questo verso di Dante invita di arrestarsi di fronte alle ragioni nascoste; invita a non cercare i significati degli avvenimenti incomprensibili. Quia è una particella della lingua latina che vuol dire perché, e introduce un periodo in cui si spiega, si dà ragione di qualche cosa; non si tratta di una particella interrogativa, non vuole dire perché?, ma per questa ragione. Dante prosegue: chè se potuto aveste saper tutto, mestier non era partorir Maria. E cioè: se ci era dato il conoscere tutto non era necessario che Maria generasse Gesù; non era necessario che venisse al mondo il figlio di Dio a redimere dal peccato le genti che, sapendo tutto, conoscendo tutte le ragioni della vita, del mondo, dell’animo, non avrebbero certamente peccato, non sarebbero certo caduti nell’errore. Questo fermarsi davanti al mistero è uno degli elementi fondamentali della religione; avere una vasta zona di mistero, di enunciare alc...

LA RASSEGNAZIONE

  venerdì, 14 maggio 2010 LA RASSEGNAZIONE La rassegnazione viene definita una disposizione d’animo conformata all’altrui volontà o/e ad una forza ineluttabile; è evidente che il riferimento non è a quella logica rassegnazione per cui si accetta ciò che non può essere evitato come la morte, ma allo spirito di passività, di supina acquiescenza di fronte alle situazioni sfavorevoli. Questa disposizione d’animo si collega al preconcetto in base al quale il destino, da che mondo è mondo, dà il bene a pochi e il male ai più. Si dice che in questo mondo siamo di passaggio e che la nostra meta eterna è al di là. Nella permanenza breve su questa Terra dobbiamo fare il possibile per guadagnare l’eternità nel Paradiso. Vivere gioiosamente, contentarci di poco, nei disagi, rassegnarci di fronte alle avversità, superare le prove con fede. Passa più facilmente un cammello nella cruna dell’ago che un ricco in Paradiso… così lo spirito della rassegnazione è consolatorio nella considerazione c...